Io voto Penati, perché alla politica chiedo concretezza e risultati
Domenica e lunedì weekend di ballottaggio. La sfida fra Penati e Podestà è all’ultimo voto. Io tornerò a votare per il presidente Penati, e desidero fortemente che molti altri e molte altre lo facciano, nell’interesse della Provincia di Milano. Con questa convinzione ho incontrato in queste due settimane gli elettori e le elettrici del primo turno elettorale, invitandoli a tornare a votare Penati o a votare Filippo Penati per la prima volta.
Da assessora uscente ho avuto il privilegio di lavorare in una giunta dove la maggior parte degli assessori, e il Presidente in primis, uscivano da un’esperienza di amministrazione locale. Questo comune denominatore è stato una leva per un’azione di governo provinciale improntata alla concretezza e ai risultati.
Per la prima volta nella storia, questa istituzione “cenerentola” che è la Provincia si è conquistata, grazie al suo Presidente, una sua visibilità realizzando progetti e assumendo iniziative che andavano oltre le competenze istituzionali. Come assessori abbiamo sempre riscontrato nel Presidente attenzione e soprattutto curiosità intellettuale per ogni innovazione. Mi piace citare due esempi: la disponibilità a realizzare (unico caso in Europa) un istituto alternativo al carcere per le madri detenute e i loro bambini e il grande progetto di forestazione metropolitana, il “Metrobosco”, un albero per ogni cittadino della provincia.
Come giunta, invece, abbiamo sempre accolto con fiducia i progetti del Presidente, come “Alziamo la testa”, un’iniziativa che chiedeva a ognuno di ridurre i propri bilanci assessorili per destinare 25 milioni di euro alle famiglie, ai lavoratori in difficoltà e alle piccole e medie imprese. Perché, sosteneva il Presidente, «la Provincia sta vicino alle famiglie e ai lavoratori contro le difficoltà della crisi economica».
È una sfida difficile e come tale avvincente. Possiamo farcela. Possiamo vincere. Facciamolo insieme a Filippo Penati.



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