Economia, solidarietà e sviluppo
Ieri mattina, ho partecipato a Corsico a un convegno su Economia solidale e sviluppo, organizzato dal Club Pertini e da Cooperativa Nuova Italia. Il tema, fino a pochi anni fa, sarebbe apparso semplicemente inconcepibile: la maggior parte degli economisti e dei politici neoliberali ci avrebbe ricordato che lo scopo dell’economia è il profitto, e che l’economia non può farsi carico dei costi della solidarietà.
Oggi, le cose sono cambiate, anche grazie all’esempio di Amartya Sen, premio Nobel per l’economia, il quale ci ha chiarito che la solidarietà non rappresenta semplicemente un costo per lo Stato. Anzi, può innescare un moto virtuoso che giova all’occupazione e, appunto, allo sviluppo economico.
Questa è la grossa sfida che abbiamo di fronte. Noi stiamo attraversando un’inedita fase di crisi che lascerà il segno in tutto l’Occidente, e non solo. Possiamo provare a uscire da questa crisi in modo tradizionale, usando gli strumenti consolidati. Oppure possiamo provare a studiare strumenti nuovi e a proporre un nuovo modello di sviluppo. Un modello più inclusivo, più solidale, più rispettoso dell’ambiente e più disponibile a utilizzare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.



1 commento
Dobbiamo redistribuire le ricchezze, anche per una questione ambientale: chi ha più soldi usa maggiormente le risorse del pianeta ed inquina di più. Questa dovrebbe essere la nuova consapevolezza.
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