Decreto sicurezza: il peccato originario
Il giudizio più secco e preciso lo ha dato Avvenire. Il decreto sicurezza su cui il Governo ha posto la fiducia – si legge in un editoriale del quotidiano dei vescovi – è viziato da un grave peccato originario, stabilisce «un sistema di norme che tende a proporre allo straniero immigrato in Italia una sorta di percorso a ostacoli da superare per restare in questo Paese piuttosto che regole chiare verso un’integrazione da ricercare per convenienza e per convinzione».
Noi non ci stiamo. Questo non è il modo di affrontare il problema della sicurezza e dell’immigrazione, perché è un decreto discriminante, che autorizza il prelievo forzoso di campioni di DNA non solo per gli indagati ma anche per gli immigrati in regola, con un normale lavoro.
Dario Franceschini, segretario del PD, è stato anche più duro: «È immorale – ha affermato – usare la domanda legittima di sicurezza per tornare settant’anni dopo alle leggi razziali nel nostro Paese.» Parole forti. E tuttavia hanno un loro fondo di verità: perché questo non è un decreto per la sicurezza, bensì un decreto contro una parte della popolazione.



1 commento
Oltretutto, quello che dobbiamo dire ad alta voce è che le leggi di Berlusconi e soci non funzionano!!!
La Bossi – Fini è ormai in vigore da anni e per quanto restrittiva non è stata in grado di arginare minimamente il fenomeno dell’immigrazione. Ha solo creato grossi intoppi nel percorso di regolarizzazione richiesto da imprese e famiglie (vedi le badanti)
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